Palazzo del Parlamento di Bucarest

Palazzo del Parlamento di Bucarest
Palazzo del Parlamento di Bucarest

Palazzo del Parlamento di Bucarest. Il Palazzo del Parlamento di Bucarest, in Romania, è il secondo edificio più grande del mondo per estensione e il terzo in volume. Il nome originale del Palazzo del Parlamento di Bucarest era Casa del Popolo. A partire dalla fine dell’era comunista è stato chiamato Palazzo del Parlamento. Tuttora, comunque, molti Romeni mantengono il vecchio nome e lo chiamano Casa Poporului.

L’edificio fu costruito su una collina conosciuta come Collina degli Spiriti.  Quest’ultima fu in gran parte rasa al suolo per consentire la costruzione del fabbricato, iniziata nel 1984. Il Palazzo del Parlamento di Bucarest era in origine conosciuto come Casa della Repubblica (Casa Republicii) e doveva servire da quartier generale per tutte le maggiori istituzioni dello stato, come la Presidenza della Repubblica, la Grande Assemblea Nazionale, il Consiglio dei Ministri e il Tribunale Supremo. Al momento del rovesciamento e dell’esecuzione di Nicolae Ceaușescu nel 1989, il progetto era quasi completato. È il secondo maggiore edificio amministrativo del mondo per superficie, subito dopo Il Pentagono.

Il Palazzo del Parlamento di Bucarest è stato costruito interamente con materiali di origine rumena. Durante gli anni della costruzione, ci fu una tale richiesta di marmi per questo edificio che le pietre tombali dovettero essere realizzate con altri materiali. L’edificio, con le sue immense dimensioni, si trova in mezzo alla città. Costruire il Palazzo ha richiesto la demolizione di circa un quinto dei palazzi storici di Bucarest per ottenere lo spazio necessario. Il Palazzo ha circa 1000 stanze, di cui 440 uffici, più di 30 sale e saloni, 4 ristoranti di lusso, 3 biblioteche ben dotate, due parcheggi sotterranei , una sala per concerti e anche uno stadio, che al momento è trasformato in deposito, e le restanti stanze sono ad uso della manutenzione e pulizia dell’edificio.

Si dice che la Casa del Popolo di Bucarest sia visibile dalla Luna. Sette anni di lavoro ininterrotto, con l’ausilio di 20.000 operai e 200 architetti. Un milione di metri cubi di marmo estratto dalla Transilvania, 3500 tonnellate di cristallo, 700.000 tonnellate di acciaio e bronzo e 900.000 di metri cubi di legno. Per cinque anni, a partire dal 25 giugno del 1984, quando ebbero inizio i lavori, il dittatore Nicolae Ceaușescu accompagnato dai ministri ha visitato ogni sabato alle 14.00 il cantiere e seguendo da vicino il corso dei lavori, stravolgendo spesso il progetto, che si doveva conformare perfettamente la sua mania di grandezza.

Negli anni ’80, Ceaușescu decise di voltare le spalle alla Unione Sovietica e di ispirarsi al modello cinese e coreano, per il quale aveva una vera e propria venerazione. Gli storici dell’arte parlano ironicamente di uno stile architettonico “greco-coreano”. Tantissime costruzioni, tra case, ospedali, chiese e sinagoghe furono demolite per far posto al nuovo grandioso edificio, un quinto del centro storico di Bucarest distrutto, 57.000 famiglie sradicate dalle loro abitazioni da un giorno all’altro e obbligate a trasferirsi negli appartamenti stretti dei palazzoni grigi edificati dal regime comunista.

Un gran numero di operai morirono sul lavoro nella costruzione del Palazzo del Parlamento di Bucarest.  Ignoto è il numero delle persone che si suicidarono per aver perso tutto in seguito alla demolizione dei loro immobili. Le leggende parlano di corpi seppelliti nei sotterranei del palazzo, per nascondere il vero prezzo di vite umane che il popolo dovette pagare per veder edificare la “sua Casa”. Mentre il regime edificava il suo costosissimo monumento, la gente pativa la fame. Tutto il cibo prodotto in patria veniva venduto all’estero in cambio della valuta straniera necessaria per mantenere i costi della Casa del Popolo.
Nel 1989 la rivoluzione anti-comunista mise fine al regime dittatoriale di Nicolae Ceaușescu, alla sua megalomania e con essa all’ultimazione dei lavori di costruzione del palazzo. Il nuovo governo propose la demolizione della Casa del Popolo. Ma fu proprio il popolo, tramite referendum, a decidere che l’edificio doveva rimanere come simbolo di tutti i sacrifici che ogni rumeno sopportò negli anni della sua costruzione.

Il Palazzo del Parlamento di Bucarest, può essere visitato on-line dal 21 gennaio 2016, su Google Cultural Institute. Si tratta di una piattaforma lanciata nel 2011, che presenta obiettivi turistici di carattere culturale.  Collezioni d’opere d’arte appartenenti ai grandi musei del mondo, manifestazioni ed eventi importanti del XX-o secolo, ecc.

Orari di apertura:
Marzo-ottobre, tutti i giorni 9:00-17:00 (ultima visita alle 16:30)
Nov-feb, tutti i giorni dalle 10:00-16:00 (ultima visita alle 15:30)
Per prenotazioni:
Si prega di chiamare: + 40 733 558 102; +40 733 558 103
E-mail: cic.vizite@cdep.ro
Prezzi d’ingresso:
Dai 15 ai 55 lei a persona a seconda del percorso che si vuol percorrere all’interno del palazzo. I bambini sotto i 7 anni non pagano.
Costi supplementari:
– Utilizzo della macchina fotografica: 30 LEI
– Utilizzo della videocamera: 30 LEI

Regole per poter visitare il palazzo:
L’accesso all’edificio è consentito solo dietro presentazione di un documento, passaporto o carta d’identità nazionale. Non è consentito lasciare bagagli o effetti personali incustoditi all’interno dell’edificio.

Palazzo del Parlamento di Bucarest – Video:

 

Link utili:

Mappa di Google

Sito ufficiale

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